Fantaveicoli ad Imola

Non sarà già tempo di fantaveicoli?
In odore di  carnevale mi si riapre una ferita morale che sembra non voler guarire.
L’inizio è stato drammatico, lo ammetto. No, non ho proprio nulla contro tutte le ingegnose persone che studiano affascinanti veicoli da parata per riscaldare una fredda giornata invernale con evoluzioni e risate, buone come il vino o le sfrappole che accompagnano questi giorni. Il male sta altrove e nulla ha da spartire con i fantaveicoli, bensì con lo sconsolante coro che negl’anni ha voluto attribuire a questa manifestazione un valore “artistico”. Poco male…è pur vero che l’artigianato sconfina sovente nell’arte e si crea il percorso inverso più spesso di quanto una certa critica non voglia farci pensare.
Passi la volontà di eleggere una carnevalata ad appuntamento artistico, passi il concorso fotografico abbinato,”rinforzino” che si è pensato di affiancare alla parata per aiutarla a vestire panni non suoi, ma non passerà mai il ridicolo comportamento di chi si nasconde dietro ai fantaveicoli per sfuggire alle giuste critiche di immobilismo artistico.
Fare arte può piacere oppure no, promuovere arte è un’attività che può essere perseguita oppure no, ogni città ha una sensibilità propria che la porta ad essere più o meno vicina allo sviluppo artistico dei suoi cittadini, ma per favore chiamiamo le cose con il proprio nome, perchè qua nessuno è sceso dalla montagna con la piena.
Organizzare la giornata dei fantaveicoli non è fare arte, organizzare Imola in Musica non è fare arte, promuovere qualche mostra nei soliti spazi cittadini non è fare arte.

Lasciare la promozione dell’arte e delle attività giovanili legate all’arte nelle mani delle solite persone che negl’anni hanno ampiamente dimostrato di non essere portati per quel tipo di incarico significa, da parte dell’amministrazione comunale, ignorare il problema o non capirne la gravità.
Fare arte significa incentivare gli artisti a produrre, significa richiamare sui propri artisti gli occhi del mercato, significa avere il coraggio di non essere sempre capiti da tutti e non avere la pretesa di accontentare sempre tutti, significa chiedere ai propri artisti un contributo intellettuale importante e continuo.
Ad Imola non si fa arte e non la si incentiva. Ad Imola si organizzano eventi buoni per la piazza, per i giornali e per i chioschi dei piadinari.

Ioomla.net

Commenti chiusi.