Mistero Ighina…oscurantismo o semplice disinteresse?
Quando il terremoto dello scorso aprile ci diede il triste spunto per riportare alla memoria degl’imolesi e non solo, la storia dello scienziato Pierluigi Ighina, non ci saremmo mai aspettati che il post pubblicato sarebbe stato oggetto di tanta attenzione da tutta Italia e soprattutto non pensavamo di aver infilato la mano in un vespaio.
Sapevamo che il personaggio era scomodo, o meglio, lo era stato in vita, e che la sua dipartita era coincisa con un progressivo “occultamento” mediatico del suo mondo, per la verità poco difficoltoso, vista la natura schiva di Ighina e delle sue creazioni, poste per lo più sotto qualche metro di terra o nel buio di una cantina-laboratorio di difficile accesso. Ma non sapevamo che in Italia e nel mondo avesse tanti estimatori, a caccia quotidianamente (come le nostre statistiche testimoniano) di informazoni sul suo conto.
Il web è pieno di informazioni sul suo conto, di incitamenti a riprendere le sue teorie, di celebrazioni e lodi, ma soprattutto di vicende oscure legate al dopo Ighina: insabbiamenti veri o presunti, dimenticatoio forzato, oblio mediatico.
E’ fin troppo facile in casi come questo diventare sospettosi e dal momento che a pensar male si fa peccato, vogliamo credere per il momento che la vicenda Ighina sia il giusto terreno di battaglia fra la scienza ufficiale, desiderosa di vederci chiaro ed una nutrita schiera di esperti e titolati convinti della bontà della teoria sull’atomo magnetico. Perchè se invece non esistesse battaglia alcuna e fossimo difronte al famoso muro di gomma, aggravato magari da misteriose sparizioni delle sue “macchine per gli esperimenti” e occultamento non solo mediatico la questione sarebbe degna di indagini accurate.
E’ curiosa la vicenda legata ad alcuni oggetti dello scienziato, spariti in circostanze a noi oscure, probabilmente ceduti dalla famiglia in modo del tutto legittimo ed ora riapparsi in qualche parte d’Italia, forse integri, forse rimaneggiati?
Tutto fa pensare alla volontà di alcuni di insabbiare o di cercare di appropriarsi di alcuni strumenti. La cosa tuttavia più strana è che nonostante tutto questo interesse, nessuna fonte ufficiale si sia presa la responsabilità di fornire una smentita ufficiale sulla veridicità dei suoi insegnamenti.
Ighina diceva davvero per la Scienza ufficiale cose troppo “assurde”, troppo “poco scientifiche”, troppolontane dal “metodo scientifico”? Non è nostro compito stabilirlo, invitiamo pertanto chi ne fosse in grado di farsi avanti.


28 October 2009 

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