Il lupo a due passi da Imola e il “grande fratello” del bosco.

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Partiamo dal fondo, segnalando l’appuntamento di lunedì 7 dicembre 2009, al Molino Rosso, dalle ore 15.30 per l’evento informativo-naturalistico “Il lupo dell’appennino e la Federcaccia“.
L’antefatto è di semplice narrazione, ma piuttosto articolato nel tempo e denso di protagonisti. 
Una cordata di volontari, che fanno capo alla Provincia di Bologna, all’Associazione Sentieri di festa, all’Urca (Unione Regionale Cacciatori Appenino) e alla Federcaccia, studiano da più di due anni, con metodologie diversificate, il fenomeno lupo in relazione al territorio dell’Appenino Tosco-Emiliano, con particolare interesse per la zona che sovrasta l’area imolese.
Il percorso di indagine, iniziato con l’esame del DNA di materiale organico reperito, proseguito poi con l’ausilio delle videotrappole ed il “wolf-howling”(tecnica che attraverso l’utilizzo di ululati registrati, spinge il lupo a rispondere, tradendo la sua presenza nel territorio circostante), verrà riassunto nel corso della giornata di Lunedì.

Apriranno i lavori gli organi della Federcaccia, nelle persone di Loris Poggioli (presidente Federcaccia del circondario imolese), Stefano Merighi (Presidente regionale) e Domenico Errani (sez. di Imola e coordinatore del progetto), ma gl’interventi più attesi saranno quelli del biologi Lorenzo Rigacci e Duccio Berzi e del tecnico faunista Ettore Centofanti vero fautore del sistema di monitoraggio multimediale.
In effetti quello che è stato ricreato nei boschi sopra Castel del Rio oltre che in altre zone del territorio appenninico provinciale è un vero e proprio reality show animale. Telecamere ad infrarossi in grado di registrare 24 ore su 24 ogni minimo movimento della fauna presente.
Sorprendenti sono stati i risultati della “maxi spiata”, che ha permesso di individuare oltre ad alcuni esemplari di lupo e ai noti abitanti del bosco, quali cervi, caprioli, cinghiali, istrici ecc.. un esemplare di gatto selvatico, presenza quanto mai rara.
Unica nota dolente della vicenda che come al solito ridimensiona ad un livello di triste normalità la straordinarietà di certe iniziative, il furto dai luoghi in cui erano state posizionate di alcune videotrappole, forse ad opera di qualche frequentatore di quelle zone intenzionato a mantenere segreti i motivi della propria presenza.

Parola dunque agl’esperti, per una celebrazione particolare di S.Uberto.

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