Il rock targato Imola: Emil Spada…musica e parole

copertina-singolo

Sbuca dalla nebbia imolese un personaggio nuovo, 28 anni da compiere ed un pò di cose interessanti da raccontare su di sè.
Lui è Emil Spada, probabilmente noto ai lettori della stampa locale che ha già avuto modo di parlarne. Vocazione artistica, occhi pungenti e stivali che tradiscono la professione…professione “Rocker“.

Se il fluido che scorre lungo la via Emilia e che ha irrigato la vena di certi volti noti del panorama rock italiano avesse per caso bagnato anche Emil, ci sarebbe da scommettere sul proseguio della storia, ma andiamo con ordine.
Emil inizia come molti, giovanissimo, a strimpellare e passa attraverso numerose ed improbabili formazioni. La molla scatta nel 2006 quando l’incontro con il chitarrista Michele D’Alessandro porta a nuovi arrangiamenti e ad un gruppo di supporto chiamato “Ars Libera”. Frutto di questa collaborazione è il CD “Briciole” uscito nel 2008 che porta Emil ed il suo gruppo in giro per una trentina di date a presentare i 14 pezzi dell’album. Ma nonostante la semifinale romana del Cantagiro e la finale al Festival di Loreto, il gruppo si scioglie.
Ci pensa il MEI a riaccendere le speranze e più precisamente l’incontro con Pape Gurioli (arcinoto tastierista di Jovanotti e tanto altro ancora…), che nella veste di produttore artistico spinge Emil verso un nuovo progetto, più ambizioso e professionalmente articolato.
Compare un’etichetta, una sala di registrazione ed ovviamente un singolo: “Sarebbero solo guai”. Il video del pezzo è firmato da Nicola Gamberi. Nel frattempo Emil lavora con il nuovo gruppo ai brani che la prossima estate andranno a far compagnia al singolo e lo fa con la nuova formazione, composta da Gabriele Sandrini (basso), Gabriele Minardi (chitarra) e Jacopo Catapano (batteria). La promozione del nuovo lavoro inizierà nella primavera del 2010.

emil

Vorrei chiederti come prima cosa se Imola è il luogoadatto dove far crescere una passione artistica ed eventualmente trasformarla in una professione, ma ho come l’impressione di iniziare con il piede sbagliato, di sparare sulla Croce Rossa. Il tuo sguardo me lo conferma. Ci ridiamo un pò sopra. Io non voglio passare per il solito picconatore delle istituzioni e non voglio far passare te per lo stereotipato rocker insolente che se la prende con il sistema. Allora iniziamo dai luoghi comuni.
Il rocker, le donne e gli stivali: qual’è la chimica che lega questi tre elementi? Ma soprattutto come fate a portare gli stivali anche in piena estate?
Lo stivale è un simbolo e come tale si porta dietro un’immagine di riferimento, che è quella del bandito, del fuorilegge, della vita affrontata senza preconcetti, e le donne, credo sia dimostrato e la letteratura lo conferma, sono particolarmente attratte dalla figura dell’artista in generale.
Quindi?
Quindi con le donne è sempre fatica : ) e gli stivali d’estate fanno indubbiamente caldo, ma io ci sto comodo davvero, non li porterei mai solo per atteggiarmi.
Mi è piaciuta la sincerità, ma non ti salvi per questo dalla domanda scorretta: che aria tira nel panorama musicale imolese?
Aria di perbuonismo. Ci si aiuta molto a parole e molto meno nei fatti, ma forse è normale che sia così. La musica, l’arte, sono attività competitive, dove primeggiare diventa a volte sinonimo di continuare ad esistere artisticamente, a mantenere gli spazi per esprimersi. E poi Imola è devota al “metal”, il panorama è in gran parte legato a quel genere e spesso la discriminazione nei confronti dei pesci fuor d’acqua assume toni grotteschi, buoni da riderci sopra, ma a lungo andare fastidiosi.
Entriamo nel campo dell’ovvio: la famiglia di uno che nella vita vuol cantare, come la prende? 
In generale non so, la mia molto bene.  Ho ricevuto aiuto e comprensione, ma soprattutto appoggio e complicità. E’ dura moralmente ma anche econimicamente non è uno scherzo, le spese sono tante.
Amici?
Punto da sempre su onestà ed amicizia, pochi valori ma inamovibili, per ora non ho avuto modo di pentirmi. Musica o vita, non fa alcuna differenza, sono ambiti dove mi muovo nello stesso modo.
Quali sono in questo mestiere i segnali da tener d’occhio, quelli che ti fanno capire che il sogno è arrivato al capolinea o che viceversa la strada si sta allargando?
Quando non parlano di te vuol dire che non stai dando nulla, che non interessa quello che fai, finchè ne parlano invece vuol dire che qualche cosa stai facendo. Poi che ne parlino bene o male poco importa, mi accontento che la ruota giri.
Sogni di gloria e aspirazioni?
Nulla di tutto questo, spero solo di lasciare qualche cosa, nei pochi o molti che ascolteranno i miei lavori, credo nella musica che colpisce per come gira nella testa o per quello che dice con le parole, mi interessa poco il gioco delle aggregazioni. Credo che dai Gun’s in poi si sia aperto nella musica il capitolo immagine ed anche il Rock ha dovuto fare i conti con la necessità di “piacere” alle folle non solo musicalmente. L’immagine trasforma la musica e porta a fenomeni di aggregazioni di massa che rispondono più ad esigenze “glam” che a vere passioni musicali.
Le mie radici sono nel cantautorato, mi accontento di poche persone interessate alla mia musica e che vada come deve andare. Mi interessa vivere il momento, godermelo e  poter dire -ci ho provato-.

Grazie Emil.

Il sito di Emil

Commenti chiusi.