Canale 11…Imola nuovamente senza televisione!

Esperimento fallito!
E’ con queste due parole che si può etichettare l’epilogo della vicenda che aveva visto protagonisti alcuni imolesi noti ed altri meno noti ma sicuramente capaci, impegnati nel comune intento di riportare ad Imola una emittente televisiva locale in pianta stabile.
Per chi non abbia seguito la vicenda, ci limiteremo a due righe di riassunto.

Il tutto partì nel 2005 quando, dalla casa madre di Forlì, si confezionò il progetto che prevedeva lo sdoppiamento dell’offerta televisiva fino ad allora targata Videoregione su tutta l’area da Ozzano a Cesena, per fornire due zone culturalmente e commercialmente dissimili di un servizio televisivo indipendente. Il 2006 vide il debutto di Canale 11, la tv del gatto (o della lince…chi può dirlo?), dalla nuovissima sede imolese situata in Via Nenni, con tanto di insegna fluorescente, visibile da Monte Battaglia come dai Colli Euganei.
62 come frequenza, proprio quella su cui faentini ed imolesi si nutrivano da tempo di liscio e balere, ma un progetto completamente nuovo ed ambizioso. Graziano Bassi a capo della cordata, anchorman navigato e personaggio in vista per i trascorsi imprenditoriali, autore di una direzione convincente e di alcune stagioni mirabili alla guida dell’amittente faentina Tele1. Per il resto “un’armata Brancaleone” di tecnici più o meno improvvisati e giornalisti più o meno tali.
Il progetto, che sulla carta voleva dar vita ad un piccolo network, in diretta sulle vicende della città per molte ore al giorno, apparve subito fuori portata, ma l’impegno del gruppo e il concomitante entusiasmo che portarono a gravitare nell’orbita dell’emittente personaggi preparati ed estrosi come i vari Domenico Dadina, Tullio Chiocciola, Antonio Montefusco, Davide Lazzarini ed altri, permisero la realizzazione di un prodotto piacevole e molto seguito, che sopperiva all’indigenza con il cuore e la volontà individuali.

Fu un anno di fuoco, segnato da una programmazione ricca, utile a dar voce a quella fetta di città che per troppo tempo aveva sofferto la mancanza di un’emittente “imolese”, ma fu anche l’unico anno di fuoco. Divergenze tecniche e progettuali diedero il via ad un lento ma progressivo esodo professionale, rigorosamente in ordine inverso alle capacità individuali, fino all’abbandono della nave da parte del capitano stesso. Prese il suo posto una voce nota dell’etere locale, Alessandra Giovannini, approdata al gatto dopo innumerevoli anni a dividersi fra radio e giornali. Ma la situazione era inesorabilmente compromessa.
Si arriva ai giorni nostri attraverso un paio di stagioni di stallo, con molti rimpianti per quello che si sarebbe potuto fare ed un pò di tristezza nell’apprendere che il progetto è “rientrato”.
Non è dato sapere a cosa sia destinato lo studio di Imola (voci ingombranti indicano nuovi investitori e progetti sulla rampa di lancio), di certo per ora, c’è solo che l’attività è stata spostata integralmente a Forlì, la programmazione riassorbita, rimaneggiata ed unifotrmata alla gemella Videoregione. Imola è nuovamente priva di un’emittenta propria.
E’ questo l’epilogo giusto della vicenda? Davvero all’alba del digitale, con costi relativamente contenuti (sia in produzione che in emissione), non si riesce a mantenere dignitosamente aperto e funzionante un canale televisivo che si occupi in prima battuta di un bacino d’utenza di oltre 100.000 persone e che possa poi raggiungere, senza pretese, ma anche senza grossi sforzi un palcoscenico regionale?

7 Risposte a “Canale 11…Imola nuovamente senza televisione!”

  1. Vorrei aggiungere, da cittadino imolese, esterno all’emittente e molto dispiaciuto che questa realtà sia finita, che una televisione agli occhi della gente la fanno i contenuti e come essi vengono presentati. Il pubblico non percepisce minimamente i problemi di gestione e il grado di competenza che stanno dietro una struttura del genere, si limita a fruire spesso passivamente quello che viene loro mostrato. E’ mia convinzione, e questo invece lo dico da professionista del settore, che troppo spesso venissero trascurati aspetti tecnici importanti in favore di costi di realizzazione troppo bassi, una malattia italiana che ha portato alla deriva aziende importanti del settore. Montaggio, titolazioni, colonne sonore, animazioni, effetti e quant’altro potevano essere più curati e in termini di contenuti si sarebbe certamente potuto osare di più, diversificando maggiormente le fasce d’età con proposte originali. Personalmente ritengo mancasse un buon creativo o non lo si sia sfruttato per niente, che avesse basi solide e che con una visione d’insieme moderna potesse uniformare il lavoro e far crescere il livello dei programmi realizzati e dei tecnici che vi lavoravano. Un’emittente televisiva dovrebbe essere una fucina di idee, dove la gente farebbe carte false per andare a lavorare perché, qualunque sia lo stipendio – che deve comunque essere almeno dignitoso se uno è alle prime armi, altrimenti dopo due mesi se ne va e non c’è valore aggiunto – sa che svilupperà la propria professionalità in maniera esponanziale. Questo fermento a mio avviso mancava, per non parlare della “professionalità” con cui venivano gestite alcune trasmissioni (intervistatori che non sapevano nemmeno di cosa stessero parlando e sbagliavano i nomi e le attività degli ospiti). La tecnologia e la professionalità hanno surclassato questa tipologia di gestione e a mio avviso è un bene, rimane il rammarico per aver perso l’emittente nostrana. Nessuno se ne abbia a male, ma è quello che penso da tempo e vorrei fosse una critica costruttiva.

  2. Rispondo al primo intervento di Dado:
    condivido la tua osservazione sulla necessità di non generalizzare, accomunando situazioni per loro natura diverse e che probabilmente hanno avuto il medesimo esito solo per pura casualità, ma preciso che ioomla ha sempre affrontato queste vicende singolarmente, unendole forse solo per l’esigenza di elencarle all’interno dello stesso articolo, a conferma di un ragionamento più ampio. Ovvero l’inconfutabile ed oggettivo dato di fatto che vede la politica e l’imprenditoria imolesi da diversi anni molto statiche su determinati argomenti, noti e per certi versi “attesi”. Il chè non vuol dire nè piangersi addosso, nè tantomeno accusare alcuno di cattiva gestione, perchè l’immobilismo, quando evita inutili sprechi di risorse non è certo un male. Credo tuttavia che faccia bene a posteriori interrogarsi sui motivi, sicuramente molteplici e sicuramente diversi che hanno portato a determinati risultati. Soprattutto, e con questo chiudo, relativamente a progetti che la cittadinanza sembrava gradire ed attendere, ma che erano stati annunciati come cosa fatta prima ancora che richiesti. Vale forse la pena allora domandarsi se per caso all’interno dei rapporti che legano la complessa macchina burocratico-amministrativa e l’imprenditoria locale, per quanto in presenza di una situazione che nessuno dubita essere lecita, legale e trasparente, non ci siano ingranaggi non all’altezza del pesante fardello che alla macchina impone una società in dinamico sviluppo ed una congiuntura economica che difficilmente procurerà problemi di abbondanza nei prossimi anni.

  3. Vedete da uno spunto abiamo tirato fuori una serie di argomenti sui quali sarebbe piacevole (e forse anche utile)poter dibattere, discutere, spiegare, capire, …!! Un modo certamente democratico e diverso di partecipare e di dare il proprio contributo alle varie cause; possibilmente con competenze ma anche no (vedere le cose a 360° è sempre positivo – a meno che non diventi un esercizio del solo perdere tempo). Vedete a volte bisogna avere un quadro più complessivo delle situazioni, mirare solo fino alla punta del naso può essere fuorviante e magari controproducente; dal mio punto di vista per come si è evoluta la società, per come si sono ridotte le distanze, ecc…. le amministrazioni comunali, ad esempio, devono iniziare a pensare perlomeno con dimensioni sovracomunali e non continuare a guardare solo il loro orticello (più o meno grande che sia) perchè altrimenti rischiano davvero di guardare solo fino alla punta del loro naso. Il discorso sarebbe lungo e complesso poi non voglio tediarvi oltre ma credo che lo spunto del dialogare insieme (e magari arrivare a condividere proposte sensate utili per la Città) sia un ottimo inizio per il quale varrebbe davvero la pena che IOOMLA continuasse ad esistere.
    Corsiali saluti a tutti

  4. Scusate ma, pur trovandomi d’accordo sul discorso televisione, vorrei che non facessimo troppa confusione. Mi spiego accumunare il discorso Canale 11 al palsport o alla multisal o all’osservanza ec…. non è corretto; la politica ha le sue responsabilità e su quelle deve intervenire (e quì si aprirebbe una parentesi enorme in quanto anche solo i casi sopra citati meriterebbero ognuno una lunga e dettagliata spiegazione … condivisibile o meno che voi vogliate) ma sull’iniziativa privata che c’entra??? Canale 11 ha avuto la sua storia a parte che riguarda un’impresa privata, possono esserci stati errori da parte della proprietà (o forse no …. ch i può sapere quali erano le strategie?), possono esserci stati errori e/o incaacità in alcuni dei soggetti coinvolti? (direttore? tecnici? giornalisti? ….); può esserci stata troppa indifferenza da parte dell’imprnditoria locale? può esserci stata poca attenzione da parte della Città in generale? … insomma le motivazioni che hanno portato alla “sconfitta” della tv della nostra Città possono essere mille e nessuna ma così è andata ma per favore non facciamo confusione altrimenti corriamo solo il rischio di paingerci addosso con troppa facilità … come succede, purtroppo in tente parti del nostro Bel paese!! Non sono un politico e non mi voglio sostiuire a loro ma in questo caso credo che non si possano addossare colpe che non hanno!! Scusate ma io sono orgoglioso (nella sua complessità) di essere imolese e di vivere ad Imola.
    Dado

  5. Hai ragione Laura! Più passa il tempo e più mi convinco che sia così. Ci sono cose che non si vogliono/possono affrontare e nonostante la logica dica il contrario non le si affronta: palasport, cinema multisala, televisione, monumento, complesso dell’Osservanza ecc…difficile governare una “città” come se fosse ancora un paese.

  6. niente

    a Imola gnà famo… :( (

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  1. TeleLombardia – Sintonia Manuale - 2 November 2010

    [...] che vedo un bel po’ a rischio per l’imolese Canale 11. Ai suoi dipendenti un gande in bocca al lupo… Share and [...]